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giovedì 12 novembre 2009

L'insabbiamento di Fort Hood: dodici esempi di disinformazione

di Mark AMES, The Exiled, 8/11/2009. Tradotto da Manuela Vittorelli, Tlaxcala
Originale: Fort Hood Cover-Up: A Dozen Tales of Disinformation

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Non voglio addentrarmi troppo nella Tana del Bianconiglio delle stranezze di Fort Hood, dunque mi limiterò a togliermi dallo stomaco un po' di quel fango assurdo messo in giro nei media per confonderci o depistarci. Sembra proprio che sia in corso un insabbiamento, e neanche molto professionale. Ma la cosa triste è che tutta la confusione e le sciocchezze che ci propongono riusciranno probabilmente nell'intento di distogliere l'opinione pubblica da quello che l'esercito non vuole farci sapere sulla strage, di qualsiasi cosa si tratti.
Comunque eccovi la mia lista dei Dodici Esempi di Disinformazione che vanno tenuti d'occhio:
1. Una storia ridicola fabbricata dal londinese Daily Telegraph trasforma Hasan in un vecchio amico dei terroristi dell'11 settembre. Il Telegraph riferisce anche di un misterioso uomo dai lineamenti arabi che si avrebbe fatto visita ad Hasan nel suo appartamento due giorni prima della sparatoria, come in un brutto telefilm:
“Era molto insolito perché non veniva mai a trovarlo nessuno. Portava lunghi capelli neri e i baffi, e aveva la carnagione scura.”
Ricordate, questo è lo stesso Daily Telegraph che lo scorso mese ha pubblicato una bufala sulle origini ebraiche del presidente iraniano Ahmadinejad – storia prontamente smascherata come caso di disinformazione. Il Telegraph non è nuovo a questo genere di storie – come l'articolo del 2003 in cui diceva di avere le “prove” che Saddam Hussein aveva addestrato i terroristi dell'11 settembre a Baghdad.
E però funziona: adesso tutti dalla CBS all'Associated Press riprendono la notizia del Telegraph, e secondo la CBS l'FBI sta indagando su questa storia.
2. NPR ha mandato in onda un servizio citando come fonte un anonimo psichiatra del Walter Reed Army Medical Center (un altro anonimo!) che dice di essere un collega di Hasan e lo dipinge praticamente come un terrorista musulmano: Hasan avrebbe dato di matto con i suoi colleghi durante una conferenza che avrebbe dovuto trattare di questioni mediche. Invece, secondo NPR:
Lo psichiatra dice che [Hasan] era molto fiero ed esplicito sul fatto di essere musulmano. E, si è affrettato ad aggiungere lo psichiatra, nessuno ci badava. Ma sembrava quasi aggressivo a proposito del suo essere musulmano, e un giorno ha tenuto una conferenza che ha spaventato molti dottori.
… nell'auditorium entrano decine di medici e c'è uno che sta sul podio e tiene una conferenza su temi accademici, tipo quali farmaci prescrivere per un certo disturbo. Invece lui, Hasan, avrebbe parlato a lungo del Corano, dicendo che se non credi sei condannato all'inferno. Ti tagliano la testa. Ti buttano nella gola olio bollente.
Poi il servizio di NPR diceva che ai colleghi di Hasan al Walter Reed è stato detto di non parlare più con nessuno, soprattutto l'FBI:
ZWERDLING: Vorrei aggiungere un'altra cosa a proposito di Hasan al Walter Reed. Lo psichiatra con cui ho parlato oggi ha detto che era il tipo di persona della quale i colleghi parlavano nei corridoi, dicendo: Pensate che sia un terrorista o solo un tipo strano? E adesso a quanto pare al Walter Reed c'è la regola del silenzio, e tutti hanno ricevuto questa istruzione: Non parlate con nessuno di questa indagine, tranne che con i militari. Non parlate con l'FBI. Perché hanno paura, cosa succede se cominciano a indagare sul fatto che questa gente si è lasciata sfuggire potenziali segnali di avvertimento su questo tizio? Sa, sono ancora speculazioni, ma...
INSKEEP: Come possono non parlare con l'FBI?
ZWERDLING: Be', la nostra collega Dina Temple-Raston l'ha sentito dire dall'FBI, e questo ufficiale dell'esercito mi sta dicendo la stessa cosa dal Walter Reed.
INSKEEP: Bene. Signori, molte grazie. Daniel Zwerdling e Tom Gjelten di NPR. Grazie a entrambi.
No no no, grazie a te, NPR, per non aver dato retta a quell'enorme insegna che urlava MA CHE CAZZO. Anche qui, non dimentichiamo come l'esercito nel 2000 fosse stato scoperto a infiltrare agenti di PSYOPS esperti in propaganda tra i dipendenti della redazione giornalistica di NPR:
Il primo stagista alla NPR lavorò in vari prorfammi di attualità da settembre a novembre 1998. Gli altri due lavorarono per Talk of the Nation, uno da gennaio a febbraio 1999, l'altro da marzo a maggio 1999. NPR e Withington si sono rifiutati di identificare gli stagisti o di permettere che venissero intervistati.
Tutti gli stagisti erano sottufficiali dell'esercito degli Stati Uniti appartenenti al 4° Gruppo Operazioni Psicologiche di Fort Bragg, Carolina del Nord. Il Gruppo Operazioni Psicologiche dissemina apertamente in altri paesi informazioni a sostegno della politica e degli obiettivi statunitensi. Per esempio ha collocato negli aeroporti colombiani dei cartelloni che scoraggiano il narcotraffico. “In termini civili, è come lavorare in un'agenzia pubblicitaria o in una compagnia di pubbliche relazioni,” dice Withington.
L'esercito prese a organizzare gli stage attraverso l'ufficio risorse umane di NPR nel febbraio del 1998, secondo Withington.
Il portavoce di NPR Jess Sarmiento dice che il dipartimento risorse umane, compreso il vice presidente per le risorse umane Kathleen Jackson, sapeva che gli stagisti lavoravano per PSYOP quando li assunse, ma pensava che la redazione giornalistica avesse dato l'ok. Dvorkin dice di aver saputo solo poche settimane fa che gli stagisti venivano da PSYOP. È possibile che il loro immediato supervisore ne fosse a conoscenza, ma Sarmiento dice che il legame con PSYOP non era noto a un superiore, il cui nome non ha reso noto, che venne a saperlo solo alla fine del periodo di lavoro del terzo stagista. E Dvorkin dice di aver saputo solo poche settimane fa che gli stagisti venivano da PSYOP.
3. L'FBI dice che stava tenendo d'occhio Hasan da quando avrebbe elogiato i terroristi suicidi, sei mesi fa. Però non ha fatto niente. La Senatrice Kay Bailey Hutchinson ha spiegato perché, usando la stessa scusa che usò Condi Rice dopo l'11 settembre:
“Credo che nessuno si sarebbe mai aspettato che uno psichiatra formatosi per assistere la salute mentale altrui sarebbe esploso, a meno che non ci sia qualcos'altro, ed è questo che stanno cercando.”
Proprio così.
Ma la storia cambia... perché oggi l'FBI dice che si erano sbagliati a proposito dei suoi post a favore dei terroristi suicidi, e che anzi non hanno alcuna prova che Hasan comunicasse con siti jihadisti, a parte il fatto che potrebbe averli visitati:
(CBS) Un esame preliminare del computer del Maggiore Nidal Malik Hasan, accusato della strage di giovedì a Fort Hood nella quale sono state uccise 13 persone, non ha rivelato alcuna prova di collegamenti con gruppi o cospiratori terroristici, secondo gli inquirenti.
4. Nonostante siano state sbandierate tutte queste prove del fatto che Hasan era il jihadista più pazzo su questa sponda del Giordano, e nonostante ci siano fantastilioni di ufficiali e colonnelli e colleghi pronti a dichiarare che l'estremismo islamico di Hasan li preoccupava, tuttavia, secondo il New York Times, “le autorità non sono state in grado di dire se l'attacco sia stato il gesto di un uomo solo e turbato o legato a gruppi terroristici, all'interno o all'esterno del paese.” Come aggiungeva lo stesso articolo del New York Times,
La signorina Hutchison, parlando alla base, ha detto che il Maggiore Hasan è stato l'unico a far fuoco ma che non è ancora chiaro se avesse pianificato l'attacco da solo. “È una domanda che bisogna ancora porsi,” ha detto la signorina Hutchison.
5. Se su questo tengono la bocca cucita, state certi che durante e dopo la sparatoria ciarlavano come cocainomani, parlando di tre uomini in uniforme armati di M16. Prima dissero che Hasan era stato ucciso, poi che era sopravvissuto e in condizioni stabili, infine che era in coma, e via dicendo. I racconti erano sempre specifici e però privi di fonti – suggerendo qualcosa di più della semplice confusione del momento. Prendente per esempio questa storia piena zeppa di particolari rifilata a un corrispondente della CNN:
Un alto ufficiale che giovedì giocava a golf vicino a Fort Hood, Texas, ha detto alla CNN di avere assistito all'arresto di uno dei due individui sopravvissuti sospettati della sparatoria nell'edificio dell'Esercito.
Subito dopo la sparatoria, ha raccontato l'ufficiale, la polizia militare gli ha chiesto di allontanarsi, e ha visto altri MP circondare l'edificio dove tengono i golf cart, ha detto.
L'ufficiale ha detto di aver cercato riparo in una casa vicina quando sono arrivati 30-40 veicoli della polizia militare.
Ha raccontato di aver visto un soldato in assetto da combattimento, le mani in alto. Gli MP gli hanno intimato di stendersi al suolo e di aprirsi l'uniforme, si suppone per assicurarsi che non portasse esplosivi, ha detto l'ufficiale.
Ha riferito che un MP gli ha detto che le autorità sospettavano l'uomo della sparatoria dopo averlo sentito dire che era con l'autore della strage.
6. I media si sono affrettati a comunicare che nessuno era rimasto vittima di fuoco amico. Fine della storia. E sappiamo che è vero perché gli stessi poliziotti che avrebbero potuto uccidere dei soldati hanno compiuto riscontri balistici sulla scena della strage, e, sorpresa, si sono autoscagionati. E poi che ne è stato delle prime notizie secondo cui almeno alcuni poliziotti a Fort Hood erano dipendenti civili di ditte private? Come in questo servizio di USA Today:
Aggiornamento delle 7:08 p.m. ET: La CNN riferisce che Hasan aveva 39 anni, si era diplomato in Virginia e aveva lavorato al Walter Reed Army Medical Center prima di entrare come tirocinante al Darnall Army Medical Center di Fort Hood.
Oltre ad Hasan, sono morti 10 soldati e un poliziotto civile che lavorava nella base come dipendente di una ditta privata.
7. La strana storia secondo cui Hasan aveva fatto parte di una task force di Washington che consigliava il futuro Presidente Obama: non mi importa quello che dicono gli altri, a me sembra molto strano. Quelli di destra hanno già distorto la notizia per dimostrare che Hasan era uno stretto collaboratore dell'islamofascista Barack Obama; ma i liberal hanno protestato striduli che il solo fatto che Hasan fosse nella task force non significa un accidente. Um, invece sì: se non lo trovate strano questo mestiere non fa per voi. Gesù Cristo, come si può pensare che non sia strano, soprattutto se si descrive Hasan al culmine del suo islamofascismo islamico, mentre si mette a urlare e a parlare di decapitazione degli infedeli durante una conferenza? La vera domanda è: cosa cavolo ci faceva, lì?
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8. Probabilmente Hasan se ne andava in giro in abiti musulmani, come quando è andato al supermercato, la mattina della sparatoria, ed è stato convenientemente ripreso dalla telecamera a circuito chiuso... però vestiva l'uniforme in moschea. E notate come i media si sono subito abituati a usare una sua foto in bianco e nero, anche se ne esistono molte a colori, comprese versioni a colori di quella stessa foto in bianco e nero. L'immagine in bianco e nero richiama subito alla memoria le foto dei sospetti dell'11 settembre. Ecco, date un'occhiata:
Reperto A: Che razza di terrorista è questo, ditemelo voi! Sembra una brava persona. Avanti la prossima!
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Reperto B: Be', con questa possiamo decisamente fare qualcosa…
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Reperto C: Allora, prendete la foto sopra, cliccate il pulsante “scala di grigi”, aggiungete una leggera sfocatura per dare un bell'effetto terrorista, poi mettetela vicino ad americani colorizzati, e voila! Gente, mi sa che qui abbiamo proprio un terrorista, tutti d'accordo?
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Reperto D: Oh sì, gente, nessun dubbio: questo tizio mette l'“errore” nel “terrore”:
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Reperto E: D'accordo, ora che abbiamo stabilito questo possiamo mandare le immagini sgranate della telecamere a circuito chiuso che mostrano Hasan con il suo travestimento da islamofascista da Halloween:
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Voila! Non troppo difficile, vero?
9. Perché nessuno approfondisce l'informazione secondo cui Hasan era nell'esercito già nel 1989, quando frequentava il Barstow community college nel deserto californiano, il che significa che era nell'esercito da almeno 20 anni? Ecco la notizia riportata da un quotidiano locale, il Victorville Daily Press:
Gli archivi dell'istituto mostrano anche che Hasan, che all'epoca avrà avuto 19-20 anni, quando frequentava il Barstow College aveva il grado di caporale scelto o inferiore. Il codice di avviamento postale relativo all'indirizzo di residenza di Hasan indicava anche che viveva in caserma, secondo Stokes.
Il comando di Fort Irwin non è stato ancora in grado di confermare se all'epoca Hasan stazionasse al forte, secondo il portavoce Etric Smith. Smith ha detto che gli archivi dell'Esercito dimostrano che Hasan era passato al servizio attivo nel 1997 e che il comando non è in grado di spiegare la discrepanza.
Riferivano anche che era uno “studente modello”, il che stride con l'immagine del terrorista lavativo che era riuscito a ottenere una borsa di studio dal credulo governo americano.
10. Hasan era uno psichiatra. Potrebbe significare non solo che studiava trattamenti e terapie, come dicono, ma anche, come accade con gli psicologi militari, che avrebbe potuto far parte di un programma che comportava interrogatori e torture. Tanto per dire. Pensate che uso poterebbero fare i servizi e l'esercito di uno come Hasan: arabo e musulmano con formazione in psichiatria, e tutta una sfilza di credenziali da musulmano fanatico che per qualche strana ragione non l'hanno mai messo nei guai. Mi vengono in mente un sacco di modi in cui un tipo del genere potrebbe rendersi utile in un teatro di guerra o nella caccia ai terroristi.
11. Se Hasan stava in Al Qaeda e il suo obiettivo è sempre stato quello di attaccare gli americani, perché ha lottato tanto per evitare di partire per l'Iraq e ha messo su tutto quel casino sulle sue simpatie per i terroristi suicidi? Perché avrebbe dovuto assoldare un avvocato e perfino offrirsi di pagare per sottrarsi al servizio attivo? Come sappiamo dai terroristi dell'11 settembre, tutto quello che deve fare un terrorista dormiente è fingere di essere più americano degli americani purosangue: andare al casinò e nei club di spogliarelliste, bere alcol davanti a tutti, ecc. Ovviamente l'Esercito sapeva che era infelice, e sapeva anche che era un pazzo musulmano. Davvero è stato così stupido da non saper fare due più due, oppure ha usato Hasan o l'ha in qualche modo tenuto sulla corda?

12. Volendo condurre una finta indagine, chi meglio può dirigerla di quello strumento neocon che è Joe Lieberman? Lieberman ha già esibito la sua imparzialità e determinazione nella ricerca della verità dichiarando alla televisione che Hasan è un “home-grown terrorist”, un terrorista cresciuto in casa.
Ricordatevi che potrebbero esserci motivi di tutti i tipi per occultare la verità. Per esempio, se si trattasse di un raptus omicida sul posto di lavoro, ipotesi per la quale ancora propendo, le autorità avrebbero tutte le ragioni per mettere insieme un bell'insabbiamento… perché tutti si stanno coprendo il culo. Un perfetto esempio di insabbiamento da parte della polizia è quello che è successo dopo Columbine. Ed è stato così plateale che le famiglie delle vittime hanno infine fatto causa, come spiega questo articolo del 2002:
(AP) Le famiglie di cinque studenti uccisi a Columbine hanno chiesto che un gran giurì federale indaghi sulla possibilità che le autorità abbiano occultato le prove dell'uccisione di uno studente da parte della polizia.
“Sono state raccontate delle bugie, oltre ogni dubbio”, ha detto martedì l'avvocato Barry Arrington dopo aver presentato la richiesta all'Ufficio del Procuratore. “La sola questione è: perché mentono?”
Secondo le famiglie un ufficiale sparò accidentalmente al quindicenne Daniel Rohrbough mentre fuggiva dall'istituto durante il massacro del 20 aprile 1999.
Il padre di Rohrbough, Brian, afferma che il Sergente della polizia di Denver Dan O’Shea disse a un funzionario scolastico che temeva di aver sparato a uno studente, e che il vice sceriffo aveva assistito alla sparatoria.
Come ho detto, tante ragioni per insabbiare, e tante bugie e disinformazione.
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 La Prima guerra mondiale delle parole è un'iniziativa di Palestine Think Tank e Tlaxcala.

Gli autori che desiderano parteciparvi possono inviare i loro contributi a
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lunedì 9 novembre 2009

Il massacro di Fort Hood: breve storia della violenza americana


di Mark AMES, Exiled, 6.11.2009. Tradotto da Manuela Vittorelli, Tlaxcala
È difficile decidere quale sia l'aspetto più sconvolgente del massacro compiuto dal Maggiore Malik Nadal Hasan a Fort Hood, Texas. Comincerò con questo: non c'è niente di assolutamente nuovo, in quel massacro. Succede di continuo, è solo che il nostro paese soffre di amnesia: dimentichiamo le cose sgradevoli e ci rifiutiamo di imparare le lezioni preziose. [Proprio stamane c'è stato un altro raptus omicida in un ufficio di Orlando, che ha fatto almeno due morti e 17 feriti. In base alle prime notizie l'omicida era un dipendente.]
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Tanto per cominciare, Fort Hood si trova a Killeen, Texas – teatro nel 1991 di uno dei peggiori raptus omicidi, quando un disoccupato già arruolato nella Marina, George Hennard Jr., entrò con il suo pickup in un popolare ristorante self-service, tirò fuori due pistole (anche Hasan ne ha usate due), e assassinò 23 persone prima di togliersi la vita. Il giorno prima del massacro Hennard stava mangiando un hamburger in un ristorante seguendo alla tv la nomina del giudice Clarence Thomas e, secondo il gestore, “Quando trasmisero un'intervista con Anita Hill diede in escandescenze. Cominciò a urlare ‘Brutta troia! Bastardi, avete aperto la porta a tutte le donne!’”
Così la sparatoria di Fort Hood non è il peggiore o più folle omicidio di massa della storia di Killeen. Niente affatto. I media a grande diffusione incoraggiano il clamore sui traditori musulmani che vivono in mezzo a noi, ma Hasan ha ucciso meno americani del bianco e razzista Hennard. Ed entrambi sono stati battuti dal governo federale nella vicina Waco, Texas, dove nel 1993 i federali massacrarono ben 74 tra uomini, donne e bambini nel ranch dei davidiani.
Ma in quella che appare come una strana coincidenza, il Maggiore Hasan e Killeen sono legati a un altro massacro americano. Killeen ha detenuto il record del peggiore massacro degli Stati Uniti fino al 2007, quando lo studente del Virginia Tech Seung-Hui Cho si è messo a sparare contro gli altri studenti uccidendone 33. Malik Nadal Hasan si era diplomato proprio al Virginia Tech nel 1997. Sia Hasan che Cho erano vittime di prepotenze e persecuzioni – il cugino di Hasan ha raccontato ai giornalisti che dopo l'11 settembre i suoi commilitoni lo tormentavano regolarmente, chiamandolo “cavalca-cammelli”. Ma il cugino insiste che l'opposizione di Hasan alla guerra non era tanto una conseguenza di quelle prevaricazioni, quanto dei racconti che aveva ascoltato durante il tirocinio come counselor psichiatrico dei reduci delle guerre in Iraq e in Afghanistan. Hasan aveva perfino assoldato un avvocato per cercare di giungere a un accomodamento con il governo degli Stati Uniti e lasciare il servizio, ma l'accordo non c'è stato e Hasan è stato destinato in Afghanistan. Pare che si sia opposto a questa decisione fino al giorno prima della partenza: e invece di andare in guerra ha portato la guerra nell'esercito americano.
This 2000 picture provided by the Uniformed Services University of the Health Sciences shows Nidal Malik Hasan when was a medical student at the F. Edward Hebert School of Medicine, Uniformed Services University of the Health Sciences.
Nidal Malik Hasan nel 2000, quando studiava medicina alla F. Edward Hebert School of Medicine, Uniformed Services University of the Health Sciences. AP Photo/Uniformed Services University of the Health Sciences

Come spesso capita, sono state tratte le lezioni sbagliate: la soluzione è stata più armi e una maggiore militarizzazione della società. Dopo la strage del Virginia Tech, nel 2007, è nato un nuovo gruppo studentesco favorevole alle armi, che chiede che gli studenti possano girare armati negli atenei. Il gruppo si chiama Students for Concealed Carry on Campus e conta oggi più di 40.000 membri in più di 363 atenei. Analogamente, nel 1991, dopo la sparatoria di Killeen, lo Stato del Texas rispose adottando una legge che consentiva l'omissione di denuncia per il possesso d'armi. Fu il Presidente Bush a firmarla quando era governatore del Texas nel 1995, e fu sempre Bush che nel 2008, dopo il massacro al Virginia Tech, firmò la prima legge federale per il controllo delle armi in 13 anni.
(In questo caso sta già accadendo: ecco per esempio un articolo appena pubblicato, “Fort Hood: Death By Gun Control”, in una cosa chiamata Austin Gun Examiner.)
Dunque Hasan, i cui genitori giunsero negli Stati Uniti dalla Palestina, aveva molti legami personali con la violenza e i massacri “Made in the USA”; eppure si tenta fanaticamente di ritrarlo come un folle mostro musulmano deciso ad uccidere americani a tutti i costi. Ma perché cercare altre fonti di ispirazione, quando gli americani avevano già dimostrato con tanti eccellenti esempi come si fa una strage di connazionali?
Anche Fort Hood, la più grande base militare in territorio statunitense, ha avuto la sua dose di violenza. Innanzitutto detiene il record di soldati uccisi in Iraq e Afghanistan – 685 fino a oggi – e anche se non si conoscono le cifre è ragionevole supporre che Fort Hood sia responsabile di un'alta percentuale delle decine o centinaia di migliaia di persone uccise in quei paesi in seguito all'invasione americana. Nello stesso periodo a Fort Hood si sono suicidati 75 soldati, dieci nel solo 2009; più che in qualsiasi altra base. In un solo fine settimana del 2005 si sono uccisi, in due episodi distinti, due soldati rientrati dall'Iraq. Lo scorso anno, in un caso che sembra uscito direttamente da Full Metal Jacket, lo Specialista Jody Michael Wirawan, 21 anni, della 1ª Divisione di Cavalleria, ha ucciso il suo tenente per poi suicidarsi all'arrivo della polizia. E Killeen non se la cava meglio: ha uno dei redditi mediani più bassi del paese e un tasso di criminalità tra i più alti. Quest'anno un soldato ventenne di Fort Hood è stato ucciso da un poliziotto di Killeen che ha detto di avergli sparato dopo essere stato investito dal suo SUV; la madre del soldato morto ha fatto causa affermando che il poliziotto era noto per essere un individuo violento e incontrollabile, e che l'auto di suo figlio era accostata quando è stato ucciso.
Tutta questa violenza e disperazione ha portato il comandante di Fort Hood, il Tenente Generale Rick Lynch, a creare un centro per il recupero dalla sindrome da stress post-traumatico: si chiama Resiliency Campus e comprende un Centro Benessere Spirituale per la meditazione e un Centro di Aiuto per il Potenziamento Cognitivo. Come se l'allenamento spirituale potesse risolvere le cause che hanno portato a creare un Resiliency Campus.
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Ma se il governo fosse veramente preoccupato per tutti i casi di suicidio e di sindrome da stress post-traumatico, avrebbe potuto evitare la missione suicida e omicida del Maggiore Hasan. Sarebbe stato facile: Hasan aveva chiesto ai suoi superiori di non essere mandato in Iraq, dove era stato destinato, ma le sue richieste furono respinte. I blogger di destra come Michelle Malkin e alcuni media hanno cavalcato le notizie secondo cui Hasan avrebbe espresso simpatia per gli attentatori suicidi. Ma se avesse fatto parte di una cellula dormiente di Al Qaeda non si spiegherebbe perché a) avesse detto ai commilitoni che le guerre sono sbagliate e che avremmo dovuto ritirarci; e b) che stava cercando di evitare di essere mandato in Iraq. I terroristi dell'11 settembre fecero del loro meglio per “mimetizzarsi” e fingere di essere americani quanto una torta di mele, perché quando sei un terrorista che pianifica un attentato suicida in una base militare devi cercare di non attirare l'attenzione. Inoltre la scelta dei tempi per il massacro, il giorno prima di partire, dimostra che la sua disperazione era giunta al limite. Questo suggerisce che se le obiezioni del Maggiore Hasan fossero state prese in considerazione il massacro avrebbe potuto essere evitato .
L'opposizione del Maggiore Hasan alle guerre in Iraq e in Afghanistan lo colloca dove si trova oggi la maggioranza degli americani. E non è il primo soldato di Fort Hood a contestare la guerra. Dall'invasione dell'Iraq la percentuale di diserzioni è salita, e quest'anno hanno fatto notizia alcuni obiettori di alto profilo di Fort Hood, come lo specialista Victor Agosto, processato questa estate dalla corte marziale dopo essersi rifiutato di partire per l'Afghanistan, e il Sergente Travis Bishop, che ha chiesto lo status di obiettore di coscienza dopo essere stato in Iraq per 14 mesi.
Ai tempi della guerra del Vietnam Fort Hood divenne famosa per una delle prime proteste pacifiste, nel 1965, quando i cosiddetti “tre di Fort Hood” si rifiutarono di partire dicendo che la guerra era ingiusta e illegale. Tre anni dopo il movimento si estese: centinaia di soldati semplici afro-americani destinati in Vietnam manifestarono la propria opposizione durante la Convention democratica del 1968, e finirono sotto corte marziale. Fu un gesto eroico: soldati e poliziotti statunitensi misero in scena una delle repressioni di massa più sanguinarie della storia moderna. Nel 1971 il Fronte Unito di Fort Hood, composto da soldati della base, marciò a Killeen, malgrado la città gli avesse rifiutato il permesso. I manifestanti furono arrestati a centinaia.
Oggi, se si va a leggere nei forum le reazioni al massacro di Fort Hood, emerge che il sentimento pacifista è forte e che costituisce chiaramente un problema per le autorità. Dunque si farà il possibile per ritrarre il Maggiore Hasan come un musulmano matto. Da anni la destra ha cercato di identificare l'opposizione alle guerre con il filo-terrorismo e l'anti-americanismo: se così fosse, in base ai sondaggi la maggioranza degli americani sarebbe costituita da terroristi anti-americani.
È già possibile vedere la fetida, cupa essenza dell'Animo Americano nei messaggi anonimi postati in siti di destra come Free Republic. Eccone alcuni:
Perché alcuni si sorprendono?
Abbiamo già uno SPORCO TRADITORE MUSULMANO nello Studio Ovale.
Altra immondizia musulmana, che sarà mai?
* * *

[Citando un post precedente] **Se sei islamico, non puoi entrare nel nostro esercito. Punto.**

Mi sto avvicinando a:
Se sei islamico, non puoi entrare nel nostro esercito vivere in questo paese.
Punto.
* * *
Mi sto avvicinando a:
Se sei islamico, non puoi vivere.
* * *
La storia è ancora fresca e ci sono molte cose che non conosciamo, e molte notizie contrastanti e confuse. Dato che Hasan verrà giudicato da un tribunale militare, noi americani sapremo solo quello che l'esercito vorrà farci sapere. E in una nazione che sta scivolando ulteriormente nelle nebbie della sua amnesia, l'ultima cosa che vogliamo conoscere sono le verità minacciose e dolorose.

"Nella valle di Elah" ("In the Valley of Elah", 2007) di Paul Haggis.